
LO STIPENDIO DEL POLIZIOTTO
Caratteristiche, Dinamiche Contrattuali, Remunerazione
Seconda Edizione
Onde evitare speculazioni o pretesti e per onestà intellettuale, che distingue gli appartenenti ad OSA Polizia, è doveroso iscrivere che la Prima Edizione sullo Stipendio del Poliziotto, è stata divulgata ancor prima del disastroso “accordo del rinnovo del contratto di lavoro” avvenuto in Roma 15 luglio 2026!
Nella Prima Edizione, abbiamo illustrato le caratteristiche Storiche, Etiche e Culturali dello stipendio del Poliziotto! In questa Edizione Seconda, affronteremo le Dinamiche Contrattuali della Remunerazione o Compenso Economico, e quali sono le cause che hanno determinato il “deficit gravissimo” del Poliziotto.
Il “raggiro” da parte del Governo, (ivi compresi quelli preesistenti), inizia nelle prime fasi contrattuali, cosiddette “schermaglie” e cioè quello stadio ove le parti negoziali si studiano, ovvero allorquando il Sindacato, fra le altre cose, acquisisce “il quantum” dello Stanziamento che è stato previsto per il Rinnovo del Contratto!
Il dramma consiste nel subire, senza opporsi, ad uno Stanziamento già Previsto inadeguato. Riportiamo un aspetto rilevantissimo e determinante, dal momento che tale posizione finanziaria del Governo, impone di fatto la “cornice negoziale”, ovvero lo spazio di manovra della trattativa.
Produciamo attenzione … È qui che programmiamo il futuro economico e la dignità del Poliziotto. La reazione del sindacato allo “stanziamento impoverito previsto” dal Governo, deve essere immediata e cioè rompere istantaneamente la cornice di movimento negoziale, proponendo l’ampliamento del finanziamento, in caso contrario inizia il conflitto e lo scontro frontale per rimuovere il grande bluff! (manifestazioni, sciopero e quant’altro).
Un aspetto di evidente conforto Istituzionale del Governo, dovrebbe essere ispirato dai celebri “DATI ISTAT” degli anni in riferimento. Dati farlocchi, diremmo noi, che finanche il medesimo Istituto Statistico, si contraddice allorquando prevede la inflazione, e, dopo mesi, esercita la inevitabile correzione (prevista al 2,00% reale 4,00% ammesso che sia attendibile anche quest’ultima)
Se ci soffermiamo sull’aumento reale dei prezzi al consumo e cioè dei prodotti, sui quali il mercato stabilisce un tetto di accrescimento massimo del 30%, (dalla piccola, media e grande distribuzione), non raramente osserviamo che in quel determinato prodotto, solitamente, si estende sensibilmente, fino al raggiungere l’enorme aumento in alcuni casi del 120%! (un aspetto noto a chi giornalmente esercita la spesa). Ne deriva che tale “nascondino” dell’aumento dei prezzi, avviene deliberatamente, giacché, il numero esorbitante dei prodotti al commercio prima e consumo poi, non consente un adeguato controllo sull’aumento madornale reale dei prodotti.
Alle dinamiche statistiche, cosiddette farlocche dell’Istat, dobbiamo fondere le strategie politiche della Maggioranza Governativa, la quale si prodiga, in evidenti e poco lodevoli tattiche negoziali, proponendo l’inflazione al ribasso. Ne consegue che al rinnovo del contratto di lavoro, lo stanziamento viene sensibilmente ridimenzionato per soddisfare la visibilità politica e non per esaudire il potere d’acquisto, in questo caso quello dei Poliziotti.
Purtroppo, per i Cittadini Poliziotti, le discrasie non terminano ancora in questa incresciosa posizione, dal momento che a tali artifizi ed inganni, dobbiamo associare, come in questo caso, l’atteggiamento rinunciatario e la esecrabile Cogestione dei Sindacati di Polizia con l’Amministrazione Governativa. Ne consegue che per ogni contratto di lavoro, la perdita del potere di acquisto, si aggira mediamente di circa 300 euro mensili lorde, escluse le indennità accessorie.
Se il predetto deficit negoziale ipotizzato, a sua volta viene sommato nei rinnovi contrattuali nel ventennio, di cui alla premessa della prima Edizione, considerando che alcuni erano più consistenti ed altri meno, e valutiamo una media di euro 300 lorde mensili, possiamo dire che nel Ventennio in riferimento, la perdita salariale (stipendio base) è stata abnorme e si aggira sulle 1500 euro lorde mensili!
Questo aspetto analitico è così eloquente ed attendibile, se comparato con quello dei Colleghi di oltre cortina, i quali enumerano stabilmente stipendi che si aggirano mediamente alle 60.000 euro annue dopo il compimento di anni 7 di servizio! E per enunciare un aspetto orientativo, nella vicina Austria il Poliziotto riceve uno stipendio mensile di euro 4800 lorde per 14 (quattordici) mensilità annue.
È indubbio, che la Dinamica Salariale del Poliziotto Italiano, è inficiata da: – Una parte … dalla misera e subdola offerta del Governo, e dall’altra … l’accettazione umiliante e stolta delle Organizzazioni Sindacali, contagiate dall’impotenza malefica creata e voluta dalla COGESTIONE con l’Amministrazione.
Tale discrasia ed inadeguatezza contrattuale, si estende inevitabilmente a tutti i cosiddetti accessori negoziali: – Straordinari, Reperibilità, Missioni ed ancor, tuttora esposti alle deviate trattative e dall’errato e sciagurato criterio della monetizzazione, le quali naturalmente non considerano la propensione “normativa negoziale”, che si ispira a concetti dinamici dell’accordo ed adegua le impennate dell’inflazione che puntualmente si verificano nel “post accordo Negoziale”, dal momento che tale stolta metodologia della monetizzazione, viene applicata incredibilmente per soddisfare l’ego del negoziatore che ovviamente non soddisfa gli interessi del Poliziotto destinatario della trattativa!
In definitiva, ne deriva, che tale ottusa ed allo stesso tempo truffaldina esibizione, comporta una catastrofe economica incalcolabile, in particolare se viene osservata attentamente con lo sguardo proteso alla dignità umana e professionale del Poliziotto!
Raggiunta questa posizione analitica, possiamo rispondere alla domanda iniziale sulla manifestazione del 18 luglio 2026 promossa dai militari, con la premessa doverosa che tutte le manifestazioni sono da rispettare, ma è evidente, che, quella indetta e realizzata innanzi, si presenta come un orpello stonato e con elementi contraddittori, dal momento che gli eventi-protestati, dovevano essere realizzati nel mese di Gennaio 2026 ed a seguire, come enunciavamo alla premessa, per avere una coerenza ed una efficacia negoziale. Andare a contestare uno stanziamento già accettato o ignorato inizialmente e protestare dopo l’approvazione del rinnovo del contratto di lavoro, è sinonimo di sprovvedutezza negoziale e sindacale, esprime posizioni destinati ai “cornuti”!
Tutto questo dimostra, alla bisogna, che: – La “vocazione” Governativa tendenziale di turno, la quale indistintamente dal colore politico, considera il Poliziotto come uno strumento da cantiere per edificare la ideologia della Maggioranza Politica di Rotazione; L’inesperienza, sommata alla faziosità irreversibile Negoziale del Sindacato in osmosi esponenziale con la Corruzione della Cogestione dei medesimi attori, ha “stabilizzato” orrendamente ed incredibilmente affossato, l’aspetto economico e di conseguenza la dignità, la libertà umana e professionale del Poliziotto!
Il lavoro del sindacalista poliziotto, non è così semplice come lo vogliamo descrivere, la presente relazione espone a nudo quelle che sono le caratteristiche negoziali principali e non finanche il potere reale negoziale e di contrapposizione del Sindacalista, condizione ideale se il medesimo ha sviluppato la coscienza e conoscenza delle Sue facoltà.
È da precisare, che, i numeri iscritti nella Piattaforma Rivendicativa (le richieste economiche avanzate dal Sindacato alla Controparte), hanno un valore del tutto marginale, dal momento che sono le proposte evolutive normative e legislative che hanno il potere negoziale efficace nel tempo e cioè quella capacità di esprimere uno sviluppo dinamico, sulla economia del diritto giuridico espresso nel Contratto medesimo, il quale già nello stadio di pianificazione, acquisisce forza contrattuale e professionale del Poliziotto.
La sventura negoziale finanziaria, per la: – Perdita totale del potere d’acquisto – della dignità umana e professionale del Poliziotto – La incompletezza ed inconsistenza del prodotto Sicurezza da offrire al Cittadino, dovuta in parte, anche al grande disagio economico del Poliziotto, umiliano il Ruolo Sociale ed Istituzionale della Polizia di Stato e di riflesso aumenta la Diffidenza del Cittadino nei confronti delle Istituzioni medesime.
Siamo convinti che OSA Polizia, se avrà la opportunità negoziale con la fiducia e delega dei Colleghi Poliziotti, saprà riprendere quella posizione ideale abbandonata miseramente dai “Sindacatoni”, penosamente fuggiti per riversarsi nelle praterie appetibili dei privilegi umani e professionali, contenuti vergognosamente nella Cogestione.
Siamo certi che lo faremo e nel migliore dei modi!
Che il futuro ci sia Amico.
Aversa (CE), lì 26 agosto 2026
𝙇𝙖 𝙎𝙚𝙜𝙧𝙚𝙩𝙚𝙧𝙞𝙖 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚
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