
IL PROGRAMMA DI OSA POLIZIA
PER SCONFIGGERE LA CIALTRONERIA
ISTITUZIONALE E SINDACALE NELLA POLIZIA DI STATO
La grande ammucchiata dei Sindacati di Polizia si sta finalmente frantumando.
Il sistema cialtrone della COGESTIONE CON L’AMMINISTRAZIONE, che ha generato corruzione, malefatte istituzionali e sindacali, è giunto inequivocabilmente all’inizio della sua fine.
La delegittimazione della più grande conquista della storia della Polizia – la legge 121/81 – ottenuta al prezzo di immani sacrifici umani, persecuzioni, sofferenze e umiliazioni, grazie ai Gloriosi Carbonari, è stata spazzata via da un manipolo di arrivisti e marioli che hanno, lo ribadiamo senza esitazione, la faccia di definirsi “sindacalisti”.
Sia chiaro a tutti: quando uno dei Carbonari, non più giovanissimo, che ha partecipato con tenacia alla “Rivoluzione Culturale” – il movimento che ha restituito ai Poliziotti il Sindacato e l’Istituzione della Polizia di Stato – rientra in campo dopo decenni, significa una sola cosa: siamo di fronte a una situazione prossima al collasso.
La maledetta “pandemenza” ha definitivamente scoperchiato l’inadeguatezza cronica e la colpevole manchevolezza dei miseri capi dei sindacati di polizia. Invece di ingaggiare una lotta senza quartiere contro l’immane truffa e la gravissima compressione delle libertà individuali dei Poliziotti e dei Cittadini, alcuni di loro – pur essendo consapevoli della pericolosità del “siero sperimentale” (NE ABBIAMO LE PROVE) – sono andati in televisione a implorare il Governo affinché i Poliziotti venissero trattati come cavie da laboratorio. Così facendo si sono resi complici del regime demenziale del Green Pass e della sciagurata sospensione della Democrazia in Italia.
I Sindacati della Polizia di Stato, e non solo, saranno ricordati dalla Storia come rappresentanze che, anziché difendere con forza i lavoratori, si sono ricoperte di infamia e disonore. Un’onta difficilmente lavabile, senza precedenti in qualunque Stato democratico del pianeta.
Definirli cialtroni e impostori equivale quasi a conferirgli un titolo nobiliare.
Il Sindacato di Polizia è composto da rappresentanti che sono Poliziotti a tutti gli effetti, che hanno giurato sulla Costituzione Italiana e promesso di tutelare dignità, libertà, diritti e interessi dei colleghi. Quando questi valori vengono violati o, peggio, calpestati, non esiste alcuna “ubbidienza” che tenga. L’alibi dell’ubbidienza apparteneva ai nazisti, che giustificavano le stragi di civili inermi affermando di “eseguire ordini”.
Inoltre, gli appartenenti alla Polizia di Stato dispongono dell’art. 66 della legge 121/81, che legittima il rifiuto degli ordini illegali e impone l’obbligo di denunciarne gli autori.
Sin dalle origini del Sindacato in Polizia, nonostante stipendi miseri, il Poliziotto versa una quota economica per essere tutelato e difeso da qualsiasi minaccia o nefandezza proveniente da qualunque entità o istituzione. Questo è il patto tradito.
I “Carbonari” hanno conquistato con il sangue e difeso con il coraggio le libertà e la dignità dei Poliziotti e dei Cittadini, scendendo nelle piazze e attraversando i luoghi più simbolici del nostro straordinario Paese. Luoghi che oggi, indegnamente, sono occupati da personaggi della politica e delle istituzioni che non meritano neppure di calpestare il suolo italiano.
PIÙ VOLTE HO SCRITTO E GRIDATO: GIÙ LE MANI DALLA POLIZIA E DAL SINDACATO!
OSA Polizia, sin dalla sua nascita, grida, enuncia e denuncia senza sosta il malaffare delle Istituzioni e dei Sindacati di Polizia, entrambi ridotti a un cumulo di macerie etiche e professionali. Hanno ricondotto i Poliziotti alla fame, come prima della legge 121/81.
Per incapacità? Magari fosse solo quello. Oltre all’inadeguatezza, hanno tentato scientemente di spartirsi un misero potere con l’Amministrazione, dietro il paravento della COGESTIONE (argomento del prossimo comunicato di OSA Polizia).
La cogestione, lo ribadiamo con forza, è un imbroglio legalizzato, già discusso negli anni ’90 e respinto con fermezza dai Poliziotti Carbonari, perché sotto la maschera della democrazia nascondeva i pruriti della corruzione e della raccomandazione.
Gli eventi di cui oggi iniziamo ad avere piena consapevolezza, emersi grazie ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto sindacati di polizia e amministrazione, non sono episodi isolati. Sono solo la punta di un iceberg fatto di privilegi per pochi e discriminazioni per molti: una condizione intollerabile per qualsiasi organizzazione sindacale che osi definirsi seria.
Noi di OSA Polizia continueremo caparbiamente a spiegare ai COLLEGHI come un Sindacato debba operare eticamente e istituzionalmente.
Attaccheremo l’Amministrazione, il Governo e chiunque, senza distinzione, ogni volta che la dignità, la libertà e gli interessi dei Poliziotti saranno ingiustamente violati o calpestati.
Educheremo Poliziotti e Cittadini a tornare nelle piazze per difendere i loro diritti sacrosanti.
IL NOSTRO PROGRAMMA TRAVOLGERÀ IL MALAFFARE E GLI INADEMPIMENTI ISTITUZIONALI E SINDACALI
ABOLIZIONE DELLA COGESTIONE – DIRITTO ALLO SCIOPERO – RIFORMA DELLE CARRIERE articolata in cinque (5) qualifiche, con arruolamento per tutti a partire dalla qualifica di Agente – RIPRISTINO DEL POTERE NEGOZIALE DEL SINDACATO DELLA POLIZIA DI STATO, alla luce dei miseri stipendi dei Poliziotti – ABROGAZIONE DELLA DIREZIONE DELLE INDAGINI DA PARTE DEL P.M. – ABROGAZIONE DEL RUOLO DI AUTORITÀ DI P.S. DEL SINDACO – RIFORMA DI TUTTI GLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE.
Questo programma sarà illustrato e dibattuto durante il primo Congresso di OSA Polizia, iniziato in questi giorni e che si concluderà il 31 ottobre 2026 a Firenze.
Seguiteci, perché dopo due anni le nostre idee sono ormai oggetto di dibattito istituzionale e politico.
Loro hanno la forza.
Noi abbiamo la ragione.
Che il Futuro Ci Sia Amico!
31 gennaio 2026
Il Reduce – Segretario Nazionale Vicario OSA Polizia Claudio Cianchella
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