Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Interno
Considerare sullo stesso piano il Poliziotto ed il Criminale è quanto di più orrendo possa pronunciare questa umanità …
Chi esprime il male … ha deliberatamente rinunciato ai suoi diritti?
Quello che inquieta la mia esistenza è la
propagazione della ipocrisia Istituzionale, Mediatica e Popolare …
Iscrive un Cavaliere della Repubblica, “ex Carbonaro”, fra i primi a “battersi” per il processo democratico nell’ex Corpo delle Guardie di P.S.- Significativa è la presenza attiva alla stesura del disegno legislativo 121/81, della cosiddetta Riforma di Polizia e la partecipazione, creazione ed evoluzione, del primo Sindacato della Polizia di Stato.
Lo vediamo in evidenza professionale, fra i primi ex Marescialli con la specializzazione nelle investigazioni, transitare (dopo anni di studi ed applicazioni), al Ruolo degli Ispettori della Polizia di Stato, per continuare nei decenni successivi, quale “tecnico nelle Indagini “, nell’affasciante e complessa attività investigativa; indi professionista avvezzo alla identificazione dei responsabili di azioni criminose che purtroppo hanno permeato e non raramente umiliata, la meravigliosa Costituzione Italiana!
Presidente Mattarella, On. Ministri ed Autorità,
La ulteriore discesa in campo del predetto Cavaliere, con i Giovani Poliziotti del Sindacato OSA Polizia, non è una casualità! Quanto iscritto nella premessa, è orientamento ed annuncio al pensiero razionale, che alcuno può “simulare” o sperimentare di indurre l’autore medesimo, al malinteso o peggio fuorviarne gli intendimenti, enunciando che i responsabili di violenze ed aggressioni premeditate nei confronti delle Forze di Polizia, perpetrate da “quattro rubagalline”, (appellativo in uso nel gergo investigativo), possano davvero farla franca, senza un chiaro sostegno Politico! Ovvero, far credere al più volte ingannato Cittadino, che siamo innanzi ad indagini talmente complesse che i colpevoli rimangono sconosciuti o impuniti? Oltretutto è un gravissimo insulto, un avvilente attentato alla intelligenza umana e professionale per il navigato e vissuto investigatore, avvezzo ad elevate complessità in materia inquisitiva!
Nulla esiste di quanto ipotizzato o affermato provocatoriamente, che non possa essere realizzabile in tempi contenuti!
La identificazione dei presunti e se vogliamo “miseri teppisti”, anche se travisati, è risolvibile in poche ore! Può apparire eccentrico, inoltre, affermare che tali operazioni assumono un valore del tutto marginale nel contesto inquisitorio! Abbiamo, invece, tempi che si discostano leggermente, se consideriamo quale obiettivo primario i “mandanti dei mercenari della violenza”, nella sintesi indichiamo quest’ultimi quelli che eseguono il cosiddetto “lavoro sporco”.
D’altronde, alcuna entità più o meno razionale, può accettare o peggio condividere, che organismi composti da oltre 300.000, fra Donne e Uomini appartenenti alle Forze di Polizia, non abbiano le attitudini per identificare i mandanti e pianificatori, dell’attacco allo Stato? Perché questa probabilmente è la evidente strategia! Delegittimare lo Stato colpendo gli appartenenti delle FF.OO.
Nel contempo, alcuno può erroneamente immaginare, che i Poliziotti, Carabinieri e Finanzieri, siano votati al martirio, sarebbe una convinzione bieca ed ottusa, dal momento che, un giorno del futuro, più o meno prossimo o lontano, i Poliziotti lasceranno il campo alle limitatezze dei Vertici Istituzionali! È un pensiero che inizia ad espandersi anche fra i Cittadini, nei vari convegni che organizziamo in molte Città d’Italia! Ove emerge che la corda oramai è molto tesa!
In questi ultimi tempi, il nostro Osservatorio, ha rilevato, che le violenze contro le Forze di Polizia, avvengono metodicamente anche negli interventi sul controllo del territorio, aggressioni da parte di individui classificabili alla cosiddetta microcriminalità.
Orbene … Inerente il pensiero sulla Criminalità nelle Manifestazioni, espresso nei paragrafi precedenti, finalizzato provocatoriamente come ipotesi, la domanda che incombe fra i Cittadini e gli addetti ai lavori è:- “Come procedere eventualmente nei confronti dei presunti mandanti criminali istituzionalizzati? Ove si intrecciano interessi e collusioni, le complicità, il concorso in questo ignobile sodalizio che pianifica ed organizza azioni finalizzate a vere e proprie devastazioni teppistiche, con spiccate potenzialità terroristiche? Aggressioni alle FF.PP. di cui non possiamo negare che potrebbero modellare flussi sociali e politici, per appagare progetti studiati anche oltre i Confini Nazionali? O siamo innanzi unicamente al “piacere di far piacere” alla grande Mente!
Il processo di delegittimare lo Stato attraverso i Poliziotti da parte della Politica non è un primigenio del crimine e siamo coscienti che la eventuale tendenza può incoraggiare frange pericolose! Purtroppo le profonde cicatrici del Terrorismo in Italia sono ancora ipertrofiche e siamo pienamente consapevoli delle potenzialità pericolose, se sottostimate!
Le Forze dell’Ordine, rappresentano lo Stato e l’eventuale erronea e subdola convinzione, finalizzata a realizzare la percorrenza nelle menti sociali, che, le norme democratiche possano essere violate impunemente, invoca la capitolazione della Democrazia Parlamentare, per offrire spazi ai Poteri Forti, Gruppi di Pressioni o verosimilmente degenerare, attraverso la disgregazione medesima, un ordine dispotico o assolutista?
Appare pleonastico enunciare che il Poliziotto ed i Colleghi delle altre FF.PP., debbono decidere, in pochissimi istanti, quello che i Magistrati ed Avvocati, definiscono in mesi o anni di applicazioni! L’approccio con la criminalità sulle strade, le vie, le piazze e le periferie, con individui tossicodipendenti, alterati, disperati, clandestini, oziosi, vagabondi, assassini criminali, non può essere risolto con “l’offerta di fiori o emanando sorrisi”!
È evidente che la professionalità è uno degli obbiettivi prioritari, ma non possiamo accettare che alcuno chieda soccorso perché in pericolo e poi i politici ed organi di informazione si ripugnano di vedere un individuo a terra con le “manette ai polsi”, dal momento che quelle sono le tecniche per evitare all’Operatore di Polizia di riportare conseguenze fisiche, anche gravi! Chi tenta di sostenere il contrario persegue altri fini.
Infatti, è proprio in quell’istante che l’Appartenente alle Forze di Polizia DEVE essere tutelato, dal momento che egli non raramente contrae lesioni o peggio perde la vita! O questo aspetto non interessa! Dobbiamo essere chiari ed espliciti! Lo Stato Democratico, ovvero i Vertici Istituzionali, non possono assolutamente ignorare o rimanere indifferenti ad un aspetto così determinante e rilevante, sotto l’aspetto umano, sociale e professionale! Necessitano interventi legislativi profondi e di grandi attribuzioni, per tutelare la incolumità degli appartenenti alle FF.OO., come avviene nei distinti Stati dell’Unione Europea!
Gli Operatori delle Forze di Polizia, escono dalle rispettive abitazioni, con il preciso onere di andare a soccorrere le persone, di prevenire che accadano crimini, di salvaguardare la Sicurezza al Cittadino ed assicurare alla giustizia i criminali! Questo è lo status del Poliziotto e dei Colleghi delle Forze dell’Ordine!
Il Criminale esce dall’abitazione con l’intento di rubare, di aggredire, di truffare, di uccidere!
Ebbene gli interessi concettuali e vantaggi personali, spingono la tendenza ipocrita e l’intento perverso di parte della politica, di considerare sullo stesso piano i Criminali e le Donne ed Uomini delle Forze di Polizia?
Questo aspetto, non possiamo più accettarlo, assolutamente! La Democrazia Costituente, ha iscritto le regole ed ha distinto chi debba farle rispettare e perché le norme debbano essere onorate! Chi ha scelto la violenza e la criminalità, ha scientemente rinunciato ai diritti ed inoltre ha deliberatamente pianificato di calpestare quelli altrui! Questo è un concetto innegabile!
Lo imbarbarimento sociale è il risultato di inadempimenti, della degenerazione morale ed etica delle Istituzioni e della Politica, che a turno, considerano le Forze di Polizia quali adepti per soddisfare le loro misere voglie di potere.
Nondimeno, percorre scientemente inosservato il concetto … che il cittadino, intanto e purtroppo, considerate queste impotenze ed incompiutezze Istituzionali, inizia a farsi giustizia da solo … i primi tentativi di linciaggio, contro chi delinque, oramai si verificano in varie parti del nostro Paese ed ancor …
Uno dei grandi problemi della Polizia di Stato e non solo, è la indegna e disonorevole Immobilità dei Sindacati, imbrigliati nella “Malefica Cogestione con l’Amministrazione”! Ma finalmente, dopo decenni ed in particolare dopo il vergognoso “oscurantismo posto in essere per evidenti incapacità politiche ed istituzionali, nel periodo cosiddetto Covid-19”, germogliano nuove coscienze! Nuove energie razionali a difesa della Democrazia!
OSA Polizia, è un pensiero che nasce fra i Lavoratori della Polizia di Stato, che si ispira fortemente alla Costituzione Italiana, ai Colleghi del 1947 ed ai Carbonari di cui alla premessa, e farà quanto è nelle possibilità, per dare agli Appartenenti della Polizia di Stato ed alle FF.OO., quella Dignità Umana e Professionale, che meritano, per garantire finalmente una concreta Sicurezza e Tranquillità al Cittadino!
Che il Futuro ci sia Amico!
Aversa (CE) lì, 24 gosto 2026
Il Reduce – Segretario Nazionale Aggiunto OSA Polizia
Claudio Cianchella
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