
SERVIZI DI SCORTA LUNGA PERCORRENZA – COMPARTIMENTO POLIZIA FERROVIARIA PER L CAMPANIA – RICHIESTA URGENTE DI CHIARIMENTI E INCONTRO
Ciò che sta accadendo in questo periodo all’interno della Polizia di Stato impone una riflessione che non può più essere rinviata. Assistiamo sempre più spesso a un sindacalismo che sembra aver smarrito la propria funzione originaria e che, invece di difendere la libertà dei Poliziotti, appare preoccupato soprattutto di difendere una tessera. Invece di contrastare le storture dell’Amministrazione, qualcuno finisce per convivere con esse, talvolta fino a realizzare una vera e propria cogestione tra rappresentanza sindacale e apparato amministrativo.
Ed è proprio quando un Poliziotto decide liberamente di criticare, di non condividere, di cambiare organizzazione sindacale o semplicemente di esercitare il proprio diritto di scelta che iniziano pressioni, richiami, minacce più o meno velate, evocazioni di querele e iniziative tese a trasformare il dissenso in qualcosa da reprimere. È un comportamento che riteniamo politicamente e sindacalmente ignobile, perché la libertà sindacale non può esistere soltanto quando produce una delega a proprio favore. La libertà è tale soprattutto quando consente a un lavoratore di dire no, di cambiare idea, di contestare chi lo rappresenta e di scegliere senza paura a chi affidare la propria fiducia.
Un sindacato che teme la libertà di scelta dei Poliziotti ha già perso la propria ragione di esistere. Il sindacato non nasce per difendere il dirigente dal lavoratore, non nasce per controllare le opinioni dei colleghi e non nasce per vigilare su chi mette o toglie una firma sotto una delega. Nasce per stare dalla parte dei Poliziotti, per denunciare la cattiva amministrazione, contrastare gli abusi, intervenire sulle condizioni di lavoro, pretendere sicurezza, diritti, dignità, retribuzioni adeguate e rispetto professionale.
Le tessere non si pretendono, si meritano. Si conquistano con le battaglie, con i risultati, con il coraggio di affrontare l’Amministrazione quando sbaglia e con la capacità di rimanere accanto ai colleghi nei momenti difficili. Quando invece la tessera diventa più importante della persona, quando la conservazione del consenso prevale sulla tutela dei diritti e quando la critica viene considerata un affronto personale da reprimere, allora non siamo più davanti alla rappresentanza sindacale che dovrebbe esistere in una moderna Polizia Democratica, ma davanti a una degenerazione del sistema.
Ed è proprio questa degenerazione che pone oggi una questione più grande. Il sindacato nella Polizia di Stato necessita di una profonda riforma e di una regolamentazione chiara, moderna e trasparente. Occorre intervenire sui rapporti tra rappresentanti sindacali e Amministrazione, sulla trasparenza delle organizzazioni, sulla libertà effettiva della delega e della revoca, sulle incompatibilità, sui distacchi e sulle responsabilità di chi ricopre incarichi sindacali, impedendo qualsiasi forma di pressione sulla scelta del singolo Poliziotto. La rappresentanza non può trasformarsi in un potere incontrollato e un sindacalista deve essere libero dall’Amministrazione tanto quanto il Poliziotto deve essere libero dal sindacalista.
Chi assume un incarico di rappresentanza deve inoltre avere la maturità di accettare le critiche, anche quelle dure, perché chi rappresenta altri viene inevitabilmente giudicato per ciò che fa, per ciò che ottiene e anche per ciò che non riesce a fare. Alle critiche non si risponde intimidendo o minacciando, ma lavorando meglio, ottenendo risultati e dimostrando concretamente da quale parte si è scelto di stare.
OSA Polizia la propria parte l’ha scelta da tempo. Non quella della cogestione, dei silenzi convenienti o delle tessere conservate a ogni costo, ma quella dei Poliziotti. Anche quando significa disturbare equilibri consolidati, denunciare ciò che non funziona e assumersi la responsabilità di dire ciò che altri preferiscono tacere.
Un sindacato non deve insegnare ai Poliziotti ad avere paura, ma deve garantire loro il diritto di parlare, criticare, segnalare e scegliere liberamente. La dignità di un Poliziotto vale infinitamente più di una tessera sindacale e chi pensa di poter difendere una delega attraverso pressioni,
intimidazioni o rapporti privilegiati con l’Amministrazione dovrebbe ricordare che le tessere si ottengono con le battaglie contro la mala amministrazione, non combattendo contro i Poliziotti che scelgono liberamente.
Per OSA Polizia su questo non esistono mediazioni: i colleghi non si intimidiscono, non si controllano e non si vendono per una tessera. I colleghi si ascoltano, si rappresentano e si tutelano.
Che il Futuro ci sia Amico!
Aversa (CE), lì 03 ottobre 2026
Antonio Porto
Segretario Generale Nazionale
O.S.A. Polizia
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