
È unanime e consolidato, in qualsiasi Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, l’orientamento giuridico-negoziale che prevede una maggiorazione della retribuzione per la prestazione di lavoro straordinario, in tutte le categorie del mondo del lavoro…
Orbene, siamo perfettamente edotti che tali criteri di pagamento prevedono, come minimo (esclusi il lavoro notturno e festivo, che vengono retribuiti in misura doppia), un aumento compreso tra il 15% e il 30% della retribuzione oraria ordinaria.
L’aspetto gravissimo di questo sfruttamento risiede nel fatto che le Donne e gli Uomini della Polizia di Stato percepiscono circa il 32% in meno per il lavoro straordinario, che incredibilmente risulta inferiore alla stessa retribuzione oraria ordinaria, la quale, in media, si attesta intorno ai 12,50 euro.
Se abbiamo ben compreso, per l’attuale Governo — e per quelli che lo hanno preceduto — il lavoro straordinario viene considerato non come un aggravio dell’orario ordinario, ma quasi come un’attività di defaticamento, di passione o addirittura ricreativa.
Noi di OSA Polizia lanciamo quindi una sfida: sottoporre questa interpretazione giuridica e governativa a una Commissione Psichiatrica Indipendente, al fine di accertare lo status mentis di chi ha concepito un simile criterio remunerativo, che — per quanto ci è dato sapere — non ha eguali sul pianeta.
Ma non è tutto.
Questa deriva e deviazione istituzionale ha raggiunto livelli di schiavitù umana inaccettabili, dal momento che la medesima prestazione umiliante e mortificante non viene nemmeno retribuita.
Ad oggi, infatti, non sono stati ancora pagati gli straordinari svolti dai Poliziotti nei primi mesi dell’anno 2024.
In sintesi, i Poliziotti Italiani sono sfruttati professionalmente, economicamente e moralmente.
PERTANTO…
Aversa (CE), lì 09 gennaio 2026
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