
Graduatorie Servizio Soccorso e Sicurezza in Montagna, condizioni alloggiative e disparità di trattamento tra corsi di formazione.
Egr., Direttore,
questa Segreteria Nazionale OSA Polizia a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dal personale interessato, rappresenta quanto segue:
da alcuni anni, nella valutazione dei punteggi per la graduatoria del Servizio Soccorso e Sicurezza in Montagna è stato introdotto un punteggio pari a 2 punti per ogni stagione di servizio prestata presso sedi diverse da quella prescelte nell’istanza per l’impiego per la stagione invernale.
Tale attribuzione di punteggio appare sproporzionata e del tutto fuori linea se confrontata con i punteggi riconosciuti per la frequenza dei corsi specialistici:
e soprattutto con il punteggio attribuito per ogni stagione effettivamente svolta:
Ne deriva una graduatoria fortemente alterata, che non premia più la professionalità, la responsabilità; esperienza maturata negli anni, l’assiduità nel servizio e i sacrifici sostenuti per raggiungere nel tempo la sede ambita, ma che finisce invece per avvantaggiare personale con poche stagioni di servizio e scarsa esperienza, consentendo il sorpasso in graduatoria di colleghi con molti anni di servizio alle spalle.
Qualora tale misura fosse stata introdotta con l’intento di sopperire alla cronica carenza di personale sulle piste, è evidente come l’obiettivo non sia stato raggiunto, considerato il perdurare delle criticità nei comprensori sciistici. Al contrario, si è contribuito a destrutturare un sistema che valorizzava la professionalità, favorendo personale con minore esperienza e, spesso, minore qualificazione.
Se realmente si fosse voluto intervenire in modo efficace sulla carenza di personale, sarebbe stato sufficiente applicare e rafforzare la clausola già prevista che impone, nei primi tre anni dal conseguimento del brevetto da soccorritore, l’impiego obbligatorio anche in località non scelte, prevedendo inoltre che:
Alla luce di quanto sopra, si chiede una revisione del sistema di punteggio, adottando criteri più congrui che valorizzino prioritariamente il servizio prestato e l’anzianità professionale, nonché l’introduzione delle suddette clausole per il personale che in futuro intraprenderà il corso da soccorritore, al fine di non svilire la professionalità derivante da tale percorso formativo.
Si richiede altresì che l’eventuale revisione dei criteri di attribuzione dei punteggi venga applicata anche ai punteggi già assegnati nelle precedenti graduatorie, procedendo al loro ricalcolo sulla base dei nuovi criteri aggiornati, al fine di eliminare ogni disparità di trattamento e ristabilire equità e meritocrazia nel sistema di valutazione.
Inoltre al fine di favorire la crescita professionale del personale più giovane, incentivare la continuità di impiego nel servizio di Soccorso e Sicurezza in Montagna e rendere maggiormente attrattivo l’impegno pluriennale sulle piste.
La scrivente Organizzazione Sindacale propone l’istituzione di uno specifico nastrino per il Servizio e Sicurezza in Montagna, collegato al numero di stagioni invernali effettivamente svolte.
Tale riconoscimento, oltre a valorizzare visivamente e simbolicamente l’impegno operativo prestato nel tempo, potrebbe essere associato a un incremento progressivo del punteggio di graduatoria, secondo criteri chiari e predeterminati, evitando così distorsioni e valorizzando la reale esperienza maturata durante l’espletamento del servizio.
A titolo meramente esemplificativo, si propone che:
Tale misura costituirebbe un incentivo concreto e meritocratico, capace di stimolare la permanenza nel servizio, premiare la continuità operativa e favorire una crescita equilibrata delle giovani leve, senza penalizzare il personale con maggiore anzianità ed esperienza.
Si rappresenta inoltre come, ormai da anni, le problematiche alloggiative e organizzative delle pattuglie dislocate sul territorio siano divenute ormai una prassi consolidata.
Gli standard minimi alloggiativi, che dovrebbero essere garantiti dalle società impianti, risultano spesso disattesi, costringendo numerosi colleghi a pernottare in strutture precarie e non dignitose, frequentemente situate a diversi chilometri dagli impianti, con conseguente obbligo di utilizzo del mezzo di trasporto privato.
Analoghe criticità si riscontrano nelle convenzioni per la ristorazione, dove non vengono garantite adeguate condizioni di qualità e quantità dei pasti, nonostante il personale si trovi in missione.
Tale situazione incide negativamente sul benessere del personale e rappresenta uno dei motivi principali per cui alcuni comprensori risultano poco appetibili e quindi non prescelti.
Si ritiene pertanto doverosa una maggiore vigilanza da parte dell’Amministrazione affinché siano rispettati livelli minimi di decoro, di dignità alloggiativa e organizzativa.
È emerso, inoltre, che in passato il personale della Polizia di Stato ha frequentato il corso di “Soccorritore”, concluso con regolare abilitazione e successivo impiego operativo nelle attività di soccorso in ambiente montano, compreso l’utilizzo dei mezzi speciali quali le motoslitte.
Successivamente, il corso è stato rimodulato in due moduli distinti:
con annotazione a matricola di entrambe le qualifiche, incluso l’uso della motoslitta.
Tale riorganizzazione sta tuttavia determinando una evidente disparità di trattamento tra il personale formato con il “vecchio corso” e quello del “nuovo corso”, in quanto:
Questa situazione appare in contrasto con i principi di uguaglianza, ragionevolezza, parità di trattamento e legittimo affidamento, sanciti dall’art. 3 della Costituzione e ribaditi dalla giurisprudenza, tra cui:
Alla luce di quanto esposto, si chiede di voler:
Si resta in attesa di un sollecito riscontro scritto e si richiede, nelle more della definizione della questione, l’immediata sospensione di ogni trattamento disparitario derivante dall’attuale assetto normativo.
Aversa (CE) lì, 30 dicembre 2025
Il Segretario Generale Nazionale
Antonio Porto
Contattaci su Whatsapp