
CONDIZIONI DI LAVORO DISUMANE – STRESS DA LAVORO CORRELATO, ABUSO ORGANIZZATIVO E OMISSIONI SINDACALI PRESSO IL CENTRALINO DELLA QUESTURA E PREFETTURA DI VIBO VALENTIA
Egr. Questore della Provincia di Vibo Valentia,
quanto sta accadendo al centralino della Questura e della Prefettura di Vibo Valentia non è più tollerabile, non è più giustificabile e non è più difendibile. Siamo di fronte a una gestione scientemente irresponsabile, che sta producendo danni certi alla salute psicofisica del personale, in violazione palese delle norme, dei contratti e dei più elementari principi di tutela del lavoratore.
Da mesi, cinque unità – cinque – sono costrette a reggere un servizio delicatissimo, h24, con turnazioni in quinta, senza alcuna valvola di sicurezza, senza possibilità di recupero, senza programmazione, senza rispetto.
Questo non è “senso del dovere”: è sfruttamento.
Il personale assegnato al centralino è stato sacrificato integralmente durante le festività natalizie. Natale, Vigilia, Santo Stefano, Capodanno: tutto lavorato, senza rotazioni, senza equità, senza nemmeno la vergogna di fingere una distribuzione dei carichi. Un solo collega ha potuto usufruire del congedo ordinario; tutti gli altri sono stati costretti a coprire ogni singola festività, come se fossero personale di scarto, privo di vita privata e diritti.
La situazione ha raggiunto livelli grotteschi e pericolosi quando un operatore è stato costretto a sostenere due turni notturni consecutivi in due giorni, perché un collega – legittimamente – ha osato prendersi tre giorni di ferie. Questo episodio, se qualcuno avesse il coraggio di chiamarlo per nome, è una violazione gravissima delle norme sulla tutela della salute e sicurezza, e rappresenta un rischio reale per il servizio e per l’incolumità degli operatori.
Il quadro è ulteriormente aggravato da una montagna di diritti negati: decine di giorni di congedo ordinario accumulati da anni; recuperi riposo sistematicamente ignorati; impossibilità di pianificare ferie perché “non c’è personale”.
E mentre al centralino non si riesce nemmeno a garantire il minimo indispensabile, l’Amministrazione trova puntualmente personale da aggregare in ogni angolo d’Italia, dimostrando che il problema non è l’assenza di risorse, ma una scelta deliberata di sacrificare sempre gli stessi.
A rendere il quadro ancora più indegno è il totale immobilismo delle rappresentanze sindacali maggiormente presenti, perfettamente informate della situazione ma inermi, silenziose, assenti. Un sindacato che conosce e non agisce non tutela: legittima l’abuso. Se l’unica presenza sindacale si riduce a un panettone a dicembre, allora non siamo più davanti a una tutela dei lavoratori, ma a una presa in giro istituzionalizzata.
Qui siamo ben oltre il disagio lavorativo.
Qui siamo davanti a: stress da lavoro correlato grave e strutturale; abuso organizzativo sistematico; violazione reiterata dei diritti contrattuali; omissioni che potrebbero configurare precise responsabilità dirigenziali.
Si diffida formalmente l’Amministrazione a: intervenire immediatamente con l’incremento dell’organico; porre fine alle turnazioni massacranti; garantire la fruizione immediata dei diritti maturati; aprire un confronto reale, non di facciata. In assenza di risposte concrete e immediate, si procederà senza ulteriori avvisi con: segnalazioni agli organi competenti, esposti per la tutela della salute dei lavoratori, iniziative pubbliche di denuncia.
Perché qui non si sta chiedendo un favore, si sta pretendendo il rispetto di diritti calpestati.
E chi continuerà a far finta di nulla se ne assumerà ogni responsabilità.
Che il Futuro Ci Sia Amico
Aversa (CE), lì 17 gennaio 2026
Il Segretario Generale Nazionale
Antonio Porto
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