
I Poliziotti non sono souvenir da esposizione
Egr. Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Egr. Direttore DAGEP,
questa Organizzazione Sindacale ritiene doveroso intervenire pubblicamente sui gravi fatti di Torino e, soprattutto, sulla gestione successiva degli stessi, che riteniamo profondamente lesiva della dignità dei colleghi coinvolti e dell’intera Istituzione della Polizia di Stato.
I poliziotti non sono souvenir da esposizione. Non possono e non devono essere mostrati come trofei mediatici, con volti, nomi, condizioni di salute e dettagli personali sbattuti sulle pagine dei giornali e nei servizi televisivi. Quanto sta avvenendo rappresenta una gogna mediatica senza precedenti, che espone i colleghi feriti, le loro famiglie e l’Istituzione tutta a rischi concreti e a una delegittimazione inaccettabile.
A nostro avviso, questa esposizione mediatica non è casuale. Riteniamo che essa venga utilizzata strumentalmente per coprire dolosamente le responsabilità di chi ha sovrainteso, diretto e pianificato il servizio di ordine pubblico, a partire dal Questore di Torino, primo responsabile del fallimento operativo di quanto accaduto e di cui ne chiediamo con forza le DIMISSIONI!!!
Invece di fare chiarezza sugli errori di valutazione e sulle scelte strategiche adottate, si preferisce spostare l’attenzione pubblica sui colleghi feriti, trasformandoli in immagini da prima pagina, quasi fossero elementi narrativi utili a distogliere lo sguardo dalle responsabilità dirigenziali. Una strategia che giudichiamo grave, scorretta e profondamente irrispettosa.
Questa Organizzazione Sindacale pretende risposte chiare e immediate, in merito al mancato posizionamento degli “alari” lungo il percorso del corteo, indispensabili per attuare il blocco delle strade, ma soprattutto proteggere gli operatori in servizio di O.P. e non come invece è avvenuto solo a protezione della struttura Askatasuna, nonostante fossero previsti nel dispositivo di ordine pubblico. La loro presenza avrebbe con ogni probabilità impedito l’infiltrazione di soggetti violenti e organizzati, veri e propri terroristi, che hanno potuto agire indisturbati fino a colpire i reparti schierati.
Ancora una volta, il prezzo di scelte sbagliate e di una gestione fallimentare dell’ordine pubblico viene fatto pagare ai poliziotti in strada, mentre chi ha deciso, valutato e comandato rimane al riparo da ogni esposizione e responsabilità.
La Polizia di Stato non può essere usata come scudo mediatico per coprire errori dirigenziali. La tutela dell’incolumità, della dignità e dell’onore di chi indossa la divisa deve tornare a essere una priorità assoluta, non un elemento sacrificabile sull’altare dell’opportunità o della convenienza.
La OSA Polizia chiede un intervento deciso del Capo della Polizia affinché venga ristabilito il rispetto dovuto ai colleghi feriti, venga interrotta immediatamente questa esposizione mediatica indegna e si faccia finalmente piena luce sulle responsabilità di chi ha fallito nella gestione dell’ordine pubblico.
OSA Polizia non accetterà silenzi né operazioni di facciata.
Chi serve lo Stato con onore merita tutela, non una vetrina.
Aversa (CE) 04 febbraio 2026
Il Segretario Generale Nazionale
Antonio Porto
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