
LA SALUTE DEI POLIZIOTTI NON È UNA STATISTICA
OSA Polizia chiede un Osservatorio Sanitario Permanente per conoscere, prevenire e intervenire
Egr. Capo della Polizia, Egr. Direttore,
È ormai nota l’attività sindacale di OSA Polizia rivolta alla tutela della dignità umana e professionale dei Poliziotti, una tutela che non può essere separata dal diritto alla salute dei Colleghi e, più in generale, dei cittadini. In questo percorso si inserisce anche la recente trasmissione alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta COVID-19 della nostra Relazione Tecnico-Investigativa, un documento che contiene dati, riferimenti, atti e ricostruzioni che, per la loro natura e per la loro rilevanza, non possono essere semplicemente ignorati o relegati ad una mera iniziativa sindacale, perché pongono questioni che meritano attenzione, approfondimento e risposte.
È nostro impellente desiderio manifestare una volontà chiara e giuridicamente fondata di tutela della salute e aprire un confronto vero sulle rilevazioni avviate dalla Direzione Centrale di Sanità con la circolare n. 4779 dell’8 marzo 2024, rilevazioni che, pur rappresentando un primo passaggio, non possono essere considerate esaustive rispetto alla complessità del fenomeno e alle esigenze etiche, scientifiche e professionali della categoria.
OSA Polizia non intende partecipare a logiche di cogestione che finiscono per ridurre il confronto sindacale alla presa d’atto di decisioni già assunte. Non siamo consulenti dell’Amministrazione e non abbiamo il compito di giustificarne le scelte. Il nostro ruolo è rappresentare i Poliziotti, difenderne i diritti, vigilare e pretendere risposte, soprattutto quando è in gioco la loro salute.
Patologie oncologiche, cardiovascolari, neurologiche, invalidanti e decessi improvvisi non possono essere liquidati come episodi isolati senza una verifica seria, continua e scientificamente strutturata. Nessuno può stabilire in anticipo quale sia la causa, ma nessuno può nemmeno decidere quali cause debbano essere escluse dall’indagine.
La Relazione Tecnico-Investigativa trasmessa alla Commissione Parlamentare contiene dati, riferimenti e documentazione che impongono attenzione e approfondimento. L’Amministrazione ha il dovere di prenderne conoscenza e di valutarli senza omissioni, pregiudizi o esclusioni preventive, considerando con pari rigore i fattori professionali, ambientali, organizzativi, sanitari, farmacologici e, ove scientificamente pertinente, anche vaccinali.
La tutela della salute non può iniziare quando il danno si è già manifestato. Serve prevenzione, monitoraggio continuo e una raccolta dei dati reale, aggiornata e verificabile. Per questo OSA Polizia chiede la costituzione di un Osservatorio Sanitario Permanente sulla Salute dei Poliziotti, non come ulteriore contenitore burocratico, ma come strumento concreto di analisi delle patologie, dei decessi e dei fattori di rischio connessi alla specificità del lavoro di Polizia.
Il percorso avviato dalla Direzione Centrale di Sanità nel 2024 deve essere ampliato e reso permanente, estendendo l’osservazione oltre i decessi e includendo le condizioni di lavoro, i turni, lo stress operativo, le esposizioni e ogni elemento che possa incidere sulla salute fisica e psichica del personale.
OSA Polizia non pretende di sostituirsi alla scienza, ma pretende che la scienza venga utilizzata fino in fondo e senza limiti imposti a priori. La responsabilità di tutelare la salute del personale appartiene a chi dispone degli strumenti e delle competenze per farlo e, quando esistono elementi che richiedono approfondimento, quella responsabilità non può essere rinviata o diluita.
Gli elementi oggi esistono, la Relazione è stata trasmessa, la circolare del 2024 è agli atti e gli approfondimenti possono essere avviati. Per questo chiediamo risposte concrete, non rassicurazioni di circostanza.
La salute dei Poliziotti non può essere materia di opportunità o convenienza istituzionale. Deve essere tutelata e, quando questa tutela non appare sufficiente, il Sindacato ha il dovere di dirlo con chiarezza e di pretendere che ogni dubbio serio venga trasformato in verifica, ogni verifica in conoscenza e ogni conoscenza in prevenzione.
Questa versione conserva tutta la durezza, ma è molto più incisiva perché elimina le ripetizioni e porta il lettore più rapidamente al punto centrale: responsabilità, dati, prevenzione e Osservatorio permanente.
Che il futuro ci sia Amico.
Aversa (CE), lì 22 settembre 2026
La Segreteria Nazionale
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